La paura del dentista: perché è importante parlarne

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L'importanza di parlare della paura dentistaNon è la prima volta che parlo sul blog dei pazienti che hanno paura del dentista ma c’è sempre bisogno di affrontare questo tema. Dico questo perché lavoro ogni giorno con persone che lottano inconsciamente con questa paura. Spesso vincono la loro fobia, anche grazie all’aiuto che ricevono; qualche volta c’è bisogno di più attenzione.

Il percorso da intraprendere non è lungo come si pensa: tutto sta a scegliere un esperto in grado di riconoscere il problema, che sa come affrontarlo nel minor tempo possibile. Il tempo fa la differenza: chi ha paura del dentista ha bisogno di sapere non solo che non si renderà conto di nulla ma anche che non dovrà fissare troppi appuntamenti in clinica.

Da dove nasce la paura del dentista?

È difficile capire come mai una persona non vuole curare i denti ma quando dice NO, la maggior parte delle volte è perché teme il dentista. Potrebbe aver avuto un trauma da piccolo oppure è convinto di non riuscire a superare la sua fobia.
Ci sono diversi casi e un bravo medico deve conoscerli bene per aiutare il suo paziente a superare ogni timore. Dico questo perché nel momento in cui il mio paziente si accomoda in poltrona per un appuntamento deve essere il più sereno possibile, aver già vinto in parte la sua paura.
Poco conta se non si renderà conto di nulla perché addormentato. E non importa nemmeno se lavorerò in sedazione per via endovenosa o anestesia totale. Il mio lavoro consiste nel metterlo a suo agio già nella fase precedente al trattamento odontoiatrico. Insieme affronteremo un percorso delicato ma bello in cui come paziente si ritroverà con un sorriso nuovo e una paura vinta; io come medico avrò la soddisfazione di non essere un mero esecutore ma una guida amica, di cui fidarsi.

Come si manifesta l’odontofobia in grandi e bambini

L’odontofobico, ovvero chi ha paura del dentista, soffre di un disturbo che prende il nome di monofobia. Si scatena con paure intense che possono provocare dei veri e propri attacchi di panico. I segnali più comuni del malessere sono:

  • Nausea e vomito
  • Tremore
  • Eccessiva sudorazione
  • Ipersalivazione
  • Aggressività

Teme il dentista e tutto quello a cui è legato il suo lavoro di medico: l’ago e la vista della siringa, il trapano, i rumori mentre si ottura un dente, gli odori e la vista di ogni strumento del mestiere, spesso anche del proprio sangue. È un disturbo che si presenta in diversi stadi in base all’intensità della fobia.

Chi ne soffre è disposto a tutto, anche a smettere di sorridere pur di non andare dal dentista. Preferisce avere dolore, riconosce il suo limite ma lo sopporta perché non è pronto – o non è capace – di vincere la paura di andare dal dentista. Non è disposto a parlarne con chi gli sta intorno, nasconde e finge di non avere un problema da superare.

Il caso più estremo di odontofobia è quello del paziente che lascia la sua bocca e i suoi denti in uno stato di abbandono totale. In questi casi è importante lavorare su una riabilitazione immediata che in 48 ore risolva il problema. Basterà un’unica seduta dal dentista per l’estrazione dei denti malati, trattamenti utili alla conservazione dentale e una protesi salvavita.

Vincere la paura del dentista insieme al medico

Superare questa fobia, quindi, è possibile ma serve un aiuto, che spesso arriva dal medico dentista. So che sembra strano a dirsi ma i miei pazienti possono testimoniare quanto sia importante fidarsi del dentista, sapere che, durante un’anestesia totale, a fine seduta si vedrà un cambiamento per la vita, la possibilità di sorridere di nuovo.

È questo il “segreto” che rende un dentista specializzato nella cura di pazienti odontofobici diverso dagli altri medici. La fiducia che si crea insieme, l’attenzione alle esigenze del paziente  e ai suoi stati d’animo. Il non sentirsi giudicati ma capiti.

Un servizio del genere è frutto di anni di esperienza, di formazione continua e di un équipe medico specialistica che lavora per cancellare il senso del dolore, fisico e psicologico. Sempre con un solo obiettivo: restituire al paziente un sorriso pieno e vero.

Ultima modifica il Lunedì, 05 Agosto 2019 07:16