La paura del dentista inizia dalla bocca

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Bocca origine della paura del dentistaNelle relazioni sociali il nostro biglietto da visita è la bocca. È un punto focale e su di essa si concentrano lo sguardo e l’attenzione, soprattutto in un primo incontro. Si trova in un’area prominente del volto, che difficilmente riesce a nascondere imperfezioni e di cui perciò si tende ad avere maggiore riserbo.

Se i nostri denti sono rovinati, macchiati o addirittura mancanti perché la paura del dentista ci impedisce di prendercene cura, rischiamo di non voler sorridere, perdendo l’opportunità di entrare in contatto con le persone.

La bocca dà accesso all’interno del corpo, permette ad esso di nutrirsi e di esprimersi. È quindi la porta di un passaggio fuori/dentro che a molti risulta impossibile far attraversare ad un estraneo, per di più con in mano un trapano.

La bocca come strumento che regola il flusso delle emozioni

La bocca non è solamente l’organo della masticazione, ma anche il complesso apparato ben studiato da quella branca dell’ortodonzia moderna che è la psicodonzia, che associa microazioni ad aspetti psichici dell’individuo, sancisce il rapporto emozionale psiche-denti e legge simbolicamente i dati scientifici per scoprire le radici di alcune patologie.

È noto, ad esempio, che tra le cause del bruxismo (digrignare i denti facendoli stridere, soprattutto durante il sonno) possano individuarsi stati psicopatologici alterati, quali tensione emotiva, stress, aggressività. Come anche sia un sintomo di nevrosi o di stati di ansia il fatto di mordersi frequentemente le labbra o le pareti interne della bocca, da procurarsi persino emorragie e – conseguentemente – far residuare cicatrici o inestetismi.

Per alcuni individui, consentire al dentista di accedere alla propria intimità attraverso il punto di confine in cui si condensano reminiscenze neonatali, istinti primordiali e pulsioni sessuali equivale a superare difficoltà così grandi che, se ben indagate, possono identificarsi in veri e propri traumi.

La paura del dentista è spesso originata da traumi

Paura del dentista: traumi passati

La psicologia ci parla, infatti, di un’irrazionalità alla base dell’odontofobia. Il rumore del trapano, l’odore delle sostanze chimiche tipico dello studio, il colore bianco ottico scelto spesso per le pareti e la posizione orizzontale in cui ci si trova stesi sulla poltrona del dentista possono sviluppare nei pazienti sensazioni di disagio e rimandare a traumi pregressi.

Alcune persone hanno ricordi sfocati di un’infanzia dal dentista in cui probabilmente qualche professionista avrà applicato metodologie discutibili, oggi superate. Razionalmente non c’è una effettiva motivazione, eppure la volontà di curarsi viene accantonata in virtù, ad esempio, della paura di soffocare a causa degli strumenti dentistici inseriti nel cavo orale.

La profanazione della bocca, luogo-simbolo della comunicazione, è solo l’ultimo gradino di un’intolleranza esponenziale nei confronti di uno specialista percepito erroneamente come un sadico tormentatore, anziché un medico che ha giurato «di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza».

Simbologia del cavo orale: differenza tra paura e ansia del dentista

Facciamo un distinguo: la paura si ha quando inaspettatamente sopraggiunge un pericolo e ci si trova sprovvisti di difese; l’ansia quando si conosce bene a cosa si stia andando incontro e, nell’attesa dell’evento, si accumula stress.

Sapere di dover trascorrere lunghissime ore in sedute in cui spalanchiamo il nostro mondo interno (anche se per il dentista è solo un cavo orale qualsiasi), solitamente ben custodito dalle guance e guarnito dalle labbra, può
generare il panico.

La bocca è pertanto la soglia sulla quale si condensa l’ardua decisione: guarire o non guarire?

Come superare l’odontofobia: dalla psicoterapia alla sedazione cosciente

Per evitare di ingurgitare litri di Lexotan malcelando la vergogna di “aprire la bocca”, il paziente recalcitrante alle cure potrebbe dunque lavorare per gradi:

  • approfondendo la conoscenza degli interventi dentali necessari;
  • scegliendo un supporto psicologico specifico per affrontare l’odontofobia;
  • se insufficiente la psicoterapia, ricorrere infine a un sistema indolore.

In molti casi l’ipotesi risolutiva è la sedazione cosciente, che può risolvere la difficoltà di non volersi curare e riuscire a far gestire la paura del dentista a chi sta seriamente compromettendo la sua salute a causa di questa patologia.

Ultima modifica il Lunedì, 06 Maggio 2019 17:10