L’anestesia dal dentista fa male?

Scritto da

L'anestesia del dentista fa male?

L’anestesia del dentista fa male?”: questa è una delle domande che mi sento porre spesso da parte dei pazienti che temono di provare dolore durante l’iniezione o di subire gli effetti collaterali dovuti all’uso di anestetico.

Normalmente, l’anestesia locale non è dolorosa, a eccezione della leggera puntura provocata dall’ago con cui viene iniettata.

Per ridurre al minimo tale fastidio, il dentista può adottare alcuni piccoli accorgimenti:

  1. Utilizzare tubo-fiale di anestetico riscaldate;
  2. Applicare un preanestetico in spray o in gel nella zona dove verrà inserito l'ago;
  3. Usare un dispositivo computerizzato per il rilascio dell'anestetico (Wand STA System).

Questi accorgimenti sono validi per qualsiasi tipo di anestesia locale: plessica tronculare, intrapulpare o intralegamentosa.

Fobia degli aghi e dell’anestesia

Più che del dolore in sé, alcuni pazienti hanno la fobia degli aghi e degli oggetti taglienti in generale, oppure temono - spesso a causa di un’esperienza negativa passata - che l'anestetico possa riversarsi accidentalmente in gola provocando un senso di soffocamento. In altri casi, alcune persone non sopportano la sensazione di intorpidimento causato dall’anestesia locale.

Tutte queste paure possono essere superate facilmente con la sedazione profonda per via endovenosa: in questo caso il paziente sarà incosciente e non sentirà la puntura causata dall’ago della siringa. Le terapie odontoiatriche in sedazione profonda permettono infatti di eseguire diversi interventi chirurgici in totale sicurezza, eliminando qualsiasi forma di ansia, stress e paura nel paziente. Per questo sono particolarmente indicate nel trattamento di pazienti affetti da odontofobia o altre paure legate alle sedute dentistiche, oppure per la cura dei pazienti con bisogni speciali (special needs) non operabili in anestesia locale.

Effetti collaterali dell’anestesia locale

In generale, gli effetti collaterali dell’anestesia dal dentista sono limitati. L’uso di anestetico locale può provocare degli effetti collaterali momentanei come sudorazione, tremori, aritmie, nausea e vomito. L’insieme di questi sintomi possono portare alla sincope vaso-vagale, una manifestazione caratterizzata da uno svenimento momentaneo che si risolve in fretta e spontaneamente. Una complicanza più grave relativa alla somministrazione di articaina e prilocaina è la metaemoglobinemia, (accumulo di metaemoglobina nel sangue) che può causare sonnolenza e insufficienza respiratoria.

In alcuni rari casi, possono esserci reazioni allergiche di forma più o meno grave che si manifestano con eruzioni cutanee, gonfiore di palpebre, labbra, lingua e/o problemi all’apparato respiratorio e cardiovascolare, fino allo shock anafilattico.

Nel caso di pazienti a rischio allergia, il dentista richiede i test allergometrici prima di eseguire l’intervento, in modo da scegliere il protocollo operativo migliore. Più in generale, l’odontoiatra valuta il rischio anestesiologico di un paziente attraverso la scala ASA, e in caso di pazienti affetti da malattie sistemiche severe sceglie di operare in anestesia totale.

L’anestesia del dentista in gravidanza fa male?

Nel mio articolo “L’anestesia del dentista per donne in gravidanza” ho trattato in modo esteso questo tema. In generale, solo in caso di interventi odontoiatrici urgenti e solo durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza è possibile usare l’anestesia locale per terapie semplici, evitando l’uso di vasocostrittori come l’adrenalina e l’articaina. Terapie estese o complesse vanno invece rimandate al termine della gestazione e del periodo di allattamento. Per questo, alle pazienti che stanno cercando una gravidanza consiglio di pianificare gli interventi dentali complessi e urgenti (estrazioni, protesi, ecc.) prima del concepimento.

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Agosto 2019 11:15